sabato 2 gennaio 2021

GOODBYE 2020!!!!

Goodbye 2020!!! Un anno decisamente difficile per tutti. Segnato, anche  personalmente, da una pandemia che verrà ricordata nella storia dell' umanità. L'anno era iniziato con dei buoni propositi, infatti al Monte Colt settore "Pizarra" avevo chiuso i conti con le ultime due vie del settore che mi mancavano e soprattutto con quella che per molti strani motivi mi aveva fatto penare di più e cioè l 8c di "Dedi Fredi" , liberato da Alfredo Webber e a mio parere sicuramente più intenso e difficile delle altre sorelle delle parete.

Dedi Fredi

Poco dopo ero riuscito nella veloce ripetizione della bellissima "Panem et Circensis" altra perla di Alfredo che con alcuni sistemi forse un po' più redditizi si attesta attorno all'8b/b+. In seguito nonostante le tante difficoltà ed il fatto di aver perso quasi tre mesi di arrampicata dal mese di marzo alla fine di maggio, mi sono rimesso sotto con la voglia e la motivazione di sempre anche se a fasi alterne e sicuramente condizionato, anche moralmente, da tutto quello che è successo.

Ceuce

Dopo alcune giornate a riprendere confidenza ed un minimo di resistenza nelle falesie di casa con la prima F.A. della bellissima connessione di "Fisio-pata-schizzo-armonia" 8b/b+, ho visitato assieme ad Elisa la falesia dell'agordino chiodata e sviluppata da Alessandro Rudatis "Bobo", chiamata la "Tana". Falesia molto bella ed impegnativa con itinerari mai scontati e con difficoltà elevate, si parte dal 6c+ e si termina con l'8c/c+ dalla scalata molto tecnica e su tratti verticali per le vie più facili per poi trovarsi ad affrontare la parte piu strapiombante e fisica per le vie più impegnative.

La Tana


Alla fine mi ritrovero' a passare alla "Tana"  il periodo estivo caratterizzato da un gran caldo  che non ha di certo favorito l'aderenza e le condizioni in una falesia particolarmente sensibile a caldo ed umidità. All'inizio mi sono concentrato sull' 8c di "Diabolik" liberato dal Bobo alcuni anni fa ed ancora irripetuto; purtroppo dopo un paio di tentativi rompo una bella tacca, sulla parte piu' strapiombante e all'inizio della parte più dura della via, ma lavorando un po' di immaginazione riesco a trovare un sistema per passare ugualmente anche se il tutto risulta sicuramente più impegnativo e difficile. Qualche giorno più tardi sfruttando una rara giornata di vento ed aderenza, scalando bene e concentrato, riesco ad arrivare in catena con una bella cavalcata di resistenza su di una roccia nella parte alta veramente bella !


Diabolik


Passato il mese di agosto dove le temperature troppe elevate non hanno permesso di poter scalare con condizioni accettabili, mi concentro sulla via più dura del Bobo, "Complessa semplicità" 8c/c+,  da lui liberata nel mese di ottobre del 2019. Altra via molto impegnativa e fisica, sicuramente piu difficile e continua della precedente, con una roccia non così bella e compatta sopratutto nella parte finale, ma sicuramente completa e che non ti molla fino all'ultimo metro di scalata! 
E  così e stato anche per me, quando all'inizio del mese di ottobre dopo essere caduto all'ultimo movimento difficile una settima prima, riesco a passare la corda in catena spremendo ogni residuo di forza e concentrazione nei metri conclusivi rispolverando quelle sensazioni  di scalata che avevo perso  forse troppo tempo! 




Qualche settimana prima, all'inizio di settembre e dopo molto tempo e più precisamente dal 1992, mi sono concesso quattro giorni di scalata nella "Mecca" del climbing mondiale per rivedere il fantastico muro di Ceuce!
Non ricordavo dopo tutti questi anni la bellezza ed il fascino di questa falesia, di questo posto magico, per fortuna non ricordavo neanche quanto era lungo il sentiero per arrivarci sopratutto sotto il sole infuocato di settembre che anche in parete rimaneva per troppe ore e con troppa intensità così che la finestra di ombra e di fresco per scalare,viste le giornate già corte, si riduceva a poche ore prima del buio...


Sentiero...


Scalo su vie bellissime, alcune veramente "unte e lucide"e che non ricordavo così difficili, ma in bella compagnia e assaporando in pieno il fascino e la bellezza della falesia salendo l'ultimo giorno l' 8b+ di "Slow food".

Slow food

Dopo averci scalato in una freddissima giornata di febbraio 2020 proprio alle porte del primo look down del paese, alla fine del mese di ottobre, ho ridato un occhiata alla bellissima "Patagonia" 8c, via situata in angolo poco frequentato del trentino e precisamente al "Coel dela val dela porta" vicino al paese di Margone. 
La via mi aveva ha colpito e nonostante le limitazioni e lo spettro continuo di un nuovo look down, sono tornato a provare questa via storica composta da un tratto iniziale di 7b+ poi un riposo totale nel mezzo, ed una seconda parte molto continua, fisica ed in strapiombo all'inizio e tecnica, quasi di placca, nella parte finale. A causa di una condizione di resistenza abbastanza imbarazzante mi è costata qualche tentativo di troppo cadendo un paio di volte sul tratto che va dall'ultimo rinvio alla catena che non varrà più di 6c......


Elisa.. Sampei!


Alla fine realizzo la via all'inizio del mese di dicembre dovendo aspettare un paio di settimane segnate dal maltempo e dalla neve chiudendo il giorno dopo assieme ad Alessandro ed alla fortissima Giorgia Tesio l'8b di "Amen"!
Un bravo di"cuore" ad Elisa che chiude anche lei il suo primo 7b+, "Sampei", concretizzando i suoi allenamenti ed il suo impegno che merita sicuramente di più, ne sono sicuro, nel 2021  che speriamo possa portare con se una maggiore serenità e tranquillità in tutti noi e riporti quella quotidiana normalità che ci permetta di vivere come il 2020 non ci h permesso di fare!
Buon anno a tutti!

Patagonia




martedì 21 aprile 2020

COVID-19





Lo ricorderemo tutti questo brutto periodo, segnato dall'solamento forzato tra le mura di casa per quasi due mesi e dall' impossibilità di fare quello che fino al 10 marzo scorso era per tutti banale e normalità. 
Impossibile muoversi, vedere le persone care, la paura in ogni azione e in ogni circostanza fin poco prima naturale e normale.... 
Per quanto mi riguarda la situazione si è appesantita ancor di più  quando ho saputo di essere risultato positivio al Covid 19 il 04 aprire 2020 a seguito di un tampone effettuato per la comparsa dei sintomi della malattia che mi hanno tenuto compagnia per le due settimane successivie.
Da qui ne è scaturito un isolamento totale di più di un mese, 43 lunghi giorni per avere i due definitivi tamponi negativi, dove l'impegno fisico ma soprattutto quello psicologico è stato molto difficile ed importante e non sempre facile da gestire.
Ecco però che una situazione negativa è resa ancor più negativa dalla positività al Covid 19, ha avuto i suoi risvolti positivi, la vicinanza se pur virtuale ma forse ancor più presente delle persone care che hanno dimostrato tutta la loro preoccupazione e la voglia di aiutarmi che ho apprezzato  moltissimo. 
L'aiuto fondamentale di mia sorella e dei miei genitori, l'amore della mia compagna distante fisicamente ma sempre vicina con il cuore, le mie figlie e la loro mamma e tutti quegli amici che si sono preoccupati di sapere le mie condizioni fisiche e di cosa avrei avuto bisogno. Grazie.


Il risvolto più crudele e' stato dover assistere a due mesi che, sotto il profilo metereologico non si ricordavano da tempo, con un clima ed un aderenza difficilmente riscontrabilli in questo periodo dell'anno, soprattutto quando, per tutto l'inverno tra mille peripezie aspetti il periodo migliore per tentare quel progetto e quel sogno sportivo che culli da così tanto tempo e che sai che puoi provare a realizzarlo solo un determinato periodo dell'anno.... Adesso.


La mancanza di scalata e di libertà e stata uguale per tutti o quasi quello che non è stato uguale per tutti e' il risvolto subdolo di questa malattia che per molti ha significato dolore e sofferenza importanti, per questo motivo mi ritengo fortunato, se pur contagiato da un virus che si è rivelato infido e difficile da superare, nel averlo affrontato e superato in maniera più facile rispetto ad altri e di poter riprendere la mia vita quotidiana senza strascichi importanti.
Il sogno sportivo rimane vivo in me se pur gli anni passano inesorabilmente e diventa ogni giorno più difficile rimanere aggrappati, in tutti i sensi, all'arrampicata, con gli stimoli e il sacrificio che questi obiettivi richiedono, ma chissà che, passato questo periodo surreale i sogni non debbano più aspettare e non si possano realizzare, l'insegnamento che ci lascia questa fase della vita è che non si può sapere quello che essa ed  il futuro ci riservano ed è quindi importante credere e cercare di realizzare ogni giorno il meglio di noi stessi perché, come scrisse qualcuno .... "del domani non vi è certezza" .....
Canon 


mercoledì 3 aprile 2019

RIPARTENZA


Dopo il brutto e grave infortunio subito alla fine di ottobre con una lesione di secondo grado all'inserzione "miotendinea" del bicipite sinistro ho dovuto, per forza di cose, mordere il freno.Un mese di stop completo a novembre, il mese di dicembre passato a fare  fisioterapia ed arrampicata su tiri molto facili per favorire la circolazione del sangue e poi tanta tanta pazienza....
Soltanto con l'inizio del nuovo anno ho potuto piano piano tornare ad allenarmi e riprendere a scalare su vie più intense e difficili, sempre intervallando le giornate di scalata ad almeno una giornata di riposo; come spesso accade in questi casi oltre al problema muscolare ho dovuto curare anche il problema mentale che frenava un'po' la mia scalata per la  paura di una ricaduta.
Ho preferito quindi dedicarmi, nel limite del possibile e nelle giornate extra lavorative, alla scalata in falesia visto anche il meteo molto propizio  nei mesi di febbraio e marzo con temperature ottime ed ottima aderenza.
All'inizio del nuovo anno ero molto curioso di visitare quello che quest'anno sembra essere diventato l'ombelico del mondo per il  mondo dell'arrampicata e cioè il Monte Colt balzato agli onori della cronaca grazie alla bellezza unica e particolare della sua roccia e della scalata.
Chiaramente in quel periodo dell'anno l'approccio è stato solo di "conoscenza" avendo un livello di forma molto basso e che non permetteva assolutamente di impegnarmi sulle vie tecniche e difficili della falesia ma ero deciso di poter tornare nel mese di marzo dopo aver programmato una settimana di scalata e di vacanza a Siurana a tre anni dall'ultimo viaggio a Chulilla nel marzo del 2016 ...e così è stato , ambiente fantastico in una zona di scalata della spagna che amo particolarmente ma che chissà per quale motivo non avevo mai visitato se non un una sola giornata di scalata nel lontano 2011 al settore "can picui pigui" .
Purtroppo le temperature eccezionalmente calde e un'po' di sfortuna  non mi hanno permesso di poter approcciare in modo più deciso e portare a casa i progetti che avevo in mente ma la vacanza mi è servita sicuramente per ricaricare le batterie sia fisiche che mentali dopo due anni particolarmente difficili.
Tornato a casa  investo le giornate libere per scendere dinuovo al Monte Colt riuscendo a salire velocemente quello che avevo in mente: la bellissima  "Terra Piatta" 8c,  "Riflessi del Rosso" 8b+ al secondo tentativo, il traverso di "Tolleanza Zero" 8b+/8c, ed infine la boulderosa "Riflessi " 8b+. 
Zero Tolleranza
Devo dire che oltre al fatto di aver scalato in delle zone particolarmente belle ed in ambienti unici per me la cosa più bella è aver condiviso tutto questo con la mia compagna Elisa,  aver potuto incontrare nuovamente vecchi amici di sacalata  che non vedevo da tempo, Alfredo, Gerhard, Much, Kilian, Christian, Gippo e Rolando......e condividere anche con loro intense giornate di scalata! Ora, fisico permettendo, si torna al progetto degli ultimi anni sperando che sia ...l'anno buono ! 


giovedì 25 ottobre 2018

ANNO ZERO


L’anno ZERO ! 
Si va a chiudere una stagione ed un anno particolarmente difficile e complicato. Non tutto è filato liscio purtroppo sotto molti punti di vista sia nella mia vita privata che in quella di arrampicatore.
Un inverno durissimo che si era portato appresso una situazione già non facile sul finire dello scorso anno, una primavera dove la voglia di scalare e di soffrire era diventata una mera utopia. Qualche problema di salute poi che non mi ha fatto passare momenti sereni……ma si sa le cose passano e nuove opportunità e situazioni si presentano all’orizzonte.
Chiaro la condizione fisica e mentale non è mai stata ottimale e l’unica soluzione è stata quella di rimanere “attaccato” alla scalata con tutto me stesso cercando di ritrovarmi come uomo prima e come arrampicatore poi grazie anche al supporto molto importante degli amici più cari e delle mie stupende figlie Elisa e Giorgia!
Con Elisa al brush climbing 2018
Cosi che sul finire del mese di giugno mi sono rituffato a capofitto nella “Dream Line” degli ultimi due anni è cioè “Win for life” nel mitico "laboratorio" di Laggio di Cadore.
Laboratorio Wall
Si tratta di una via che avevo iniziato a provare come logica conseguenza della realizzazione dei due tiri più importanti della parete e che ero riuscito a liberare rispettivamente nel marzo del 2012 “Scarspace” e nel luglio del 2013 “Falco, due 8c+ molto impegnativi, il primo “Scarspace” che proprio all’inizio del mese di  ottobre ha visto finalmente una prima ripetizione da parte del mitico Luigi Billoro che dopo una durissima battaglia durata qualche stagione  fatta di “traslochi” e “schiaffi in faccia” cioè il vero live motive del laboratorio, si è portato a casa la realizzazione della via con la solita classe e maestria! Grande Billo! Una gioia ed un piacere che Luigi abbia finalmente ripetuto "Scarspace", itinerario stupendo su di una roccia veramente unica !
La seconda “Falco” sta invece ancora resistendo agli assidui attacchi di Andrea Polo ma, ne sono sicuro, anche lui come gigi troverà la giornata giusta per portare a casa il suo progetto tanto corteggiato in questi ultimi anni.
Da parte mia l’approccio è stato molto lento e laborioso, avevo provato la via abbastanza assiduamente lo scorso anno ma con poche giornate “buone” di aderenza una vera rarità da queste parti e che condiziona in maniera importante la realizzazione o meno dei tratti più impegnativi della via.
E così è stato anche quest’anno; iniziando a provare tardi, nel mese di giugno, le giornate erano ormai calde ed afose ma nonostante tutto ho avuto la sensazione che forse quest’anno qualcosa potesse cambiare.
L’estate è passata veloce cercando di allenarmi un po’ e sacrificando qualche giornata per andare comunque a tenere vive le sensazioni della particolarissima scalata del Laboratorio aspettando l’arrivo dell’aderenza arrivata lentamente nei  mesi di settembre e ottobre dove ho cercato di dare il massimo nonostante dopo una stagione così sapevo di non essere pronto e preparato per la realizzazione di una via per me molto impegnativa. Devo dire che si sono alternati giorni in cui pensavo che non ce l’avrei mai fatta ad altri in cui mi sarebbe bastato veramente pochissimo per tenere duro in quegli ultimi otto movimenti, dopo quasi 50 metri di scalata, che mi avrebbero permesso di farcela…ma purtroppo non è stato così.

Win for life! 

I giorni sono passati veloci e complice un brutto infortunio al bicipite sinistro che si è presentato, come al solito, sul più bello ho dovuto dire basta!
E molto frustrante doversi arrendere quando sei così vicino all’obiettivo, dover stare fermo per il tempo necessario che l'infortunio richiede, la riabilitazione con il pensiero di dover passare ancora un lunghissimo inverno pieno di incognite e con la motivizione traballante  prima di poter scalare e riprovare. Ma si sa più il viaggio e lungo e complicato più la gioia e l’esperienza saranno importanti…speriamo sia così anche questa volta !!

Devo ringraziare Paolo Specchier “Specchio” amico di tante avventure che con la sua passione smisurata mi ha accompagnato anche quest’anno nella valle del Tudaio,  Icio, Luigi e tutti quelli che nonostante tutto mi hanno sostenuto ed incoraggiato in questi mesi e non solo dal punto di vista della scalata...Un grazie di cuore  ad una persona veramente "speciale" ...next time !

venerdì 24 novembre 2017

BOULDERING


"Special Edition" 8a - Brione

Dopo un estate che sarà ricordata per le temperature eccezionali e con il sommarsi di impegni lavorativi e di vario genere che non mi hanno permesso di arrampicare con continuità, con l'arrivo di settembre, complice un paio di settimane di ferie riesco a tornare su nuovi e vecchi progetti nella specialità del bouldering. Infatti, visto il poco tempo a disposizione, mi risulta ormai molto più facile gestire l'allenamento di forza e qualità rispetto a quello di resistenza ormai trascuratissimo che  richiede molto tempo ed impegno.
Parto così per due giorni di arrampicata in solitaria in quel della Val Daone, blocchi e luoghi bellissimi  che avevo avuto modo di visitare molti anni addietro e recentemente in un pomeriggio di fine agosto in occasione del mio ormai "assodato" incarico di commentatore per RAI SPORT ad Arco di trento per il Rock Master 2017.
La temperatura in quell'occasione era proibitiva ma nonostante questo mi ero concentrato a provare per un paio d'ore l' 8a di "Fotti la Censura".
"Fotti la Censura"8a - Daone
Non avevo avuto grandi sensazioni se non quelle del gran caldo ma mi ero ripromesso di tornare per tentare di chiuderlo e sopratutto per provare un blocco che era da molti anni nei miei pensieri ma che non ero mai riuscito ad andare a vedere l' 8a+ de "L'avenir nous reserve rien de bon".
Detto fatto e complice un viaggio a Lonigo per una messa appunto che il fisico richiedeva ormai da tempo mi porto attorno alle 16:00 sotto l'8a di "Fotti la Censura".

Non ci è voluto molto per salire questa bellissima linea molto bella e ripetuta nell'ultimo periodo nonostante una fastidiosa  pioggierellina ma con una temperatura ed un'aderenza decisamente migliori tantè che, prima di cena, vado già a vedere motivato dove si trovasse l' agoniato blocco...
Notte trascorsa in un confortevole alberghetto nei pressi di Breguzzo ed il mattino dopo alle 10:30 sono già li. Il masso è un'po' umido e bagnato all'uscita dalla pioggia scesa durante la notte ma dopo un paio d'ore d'approccio e brevi tentativi per assimilare i movimenti il blocco è asciutto e poco dopo  deciso e convinto sono già fuori dal ribaltamento finale!! Riuscire così velocemente sull' 8a+ de "L'avenir nous reserve rien de bon" mi ha dato una una bella soddisfazione e mi ha fatto gustare appieno questa piccola avventura che volevo fare da tempo..bello!


In estate al Passo Falzarego avevo dedicato alcune giornate a pulire e liberare un paio di nuovi massi e ne erano nate tre bellissime linee di "Dritto x Dritto" 8a e di "Don't touch el sass" 7c+  e "Sole Pallido" 7c di cui il primo ha visto la prima veloce ripetizione da parte del fortissimo austriaco Cristof Rauch nel mese di agosto.

"Sole Pallido" 7c - Falzarego

Nel mese di novembre poi in compagnia di due "specialisti della specialità" come Simon Brunner e Diego Corte Pause appena rientrati da un paio di settimane di arrampicata ad Albarracin, parto per la Svizzera con l'obbiettivo di vedere finalmente e per la prima volta il famoso granito della Valle Verzarsca. Brione non delude, qualità della roccia e dei blocchi veramente altissima con la possibilità di vedere passaggi ormai storici e  di poter scalare per cinque  giorni filati in simpatica compagnia con tempo e temperature veramente ottimali.

"Molonk" 7c - Brione
Con un'po' di fatica nei primi due giorni nell'adattarmi allo stile "granitico" dei passaggi porto comunque a casa una serie di blocchi bellissimi tra cui su tutti spicca sicuramente  "Special Edition" 8a; bellissimi e dalle caratteristiche diverse tra loro anche i tre 7c di "Musher", "Molonk" e "9th Power" chiusi in pochi tentativi.  L'ultimo blocco invece è un classico e vera  icona del settore fiume vale a dire "Fake Pampelmousse" 8a.



"Fake Pampelmousse" 8a - Brione

 
 

domenica 28 maggio 2017

BOULDER A CORTINA D'AMPEZZO


Era un'po' di tempo che volevo mettere nero su bianco la testimonianza del lavoro e della passione di molti di noi nel corso degli ultimi anni per promuovere e valorizzare il bouldering a Cortina d'Ampezzo.
Tutto si sviluppa nel folto bosco di Campo/Volpera  e Mortisa, zona ormai nota per la presenza delle  falesie  del "Sasso dei Finanziei" e di "Campo e Volpera" con vie di arrampicata sportiva che vanno dal 6a al 9a già note e pubblicate nell'ultima guida di Cortina d'Ampezzo sviluppata dagli Scoiattoli di Cortina in collaborazione con "Idea Montagna editore" uscita nella scorsa estate  e che viaggia spedita già verso la prima ristampa.
I massi sono sparsi da nord a sud del bosco e sono veramente numerosi, la roccia è una dolomia spesso ben appigliata ma che richiede una pulizia curata e  spesso laboriosa sia per la folta vegetazione che spesso li ricopre sia per la precarietà della roccia stessa che spesso deve essere ben valorizzata per ricercare le linee e le difficoltà.
Di seguito soltanto un assaggio dei numerosi blocchi puliti e valorizzati negli anni da Virgilio Plumari, Carlo Savio, Walter Bachmann e Samuele Majoni nonchè dal sottoscritto; in particolare le linee che sono illustrate in questo blog sono quelle pulite e liberate da me (tranne un paio..) negli ultimi quattro anni con l'impegno, entro il prossimo autunno in collaborazione con Walter e Virgilio, di completare la guida con tutti i blocchi della zona e magari presentarla  come gadget per il prossimo BRUSH CLIMBING 2017, raduno giunto ormai alla sua terza edizione e che ha contribuito ulteriormente a far conoscere  luoghi e protagonisti del bouldering a Cortina d'ampezzo !



"Tensione Evolutiva"



 

MASSO 1 : “ LA ZATTERA”

1.      Red : “THE LINE”  7c+/8a
2.      Red:  “L’ACROMION”  8a+/8b
3.      Yellow: “LA ZATTERA”  7c





MASSO 2: “SECOND FLOOR”

1.      Blue:  “WARM UP” 6b+
2.      Red:   “ PATATRACK” 7a
3.      Yellow: “SUPER SECOND”  7c




4.      Blue : “SECOND FLOOR” 7b+
5.      Red:  “SECOND FLOOR DIRECT”  7c+
6.      Yellow:  “N.N. “ 7b+



                                  

MASSO 3: “LA PRUA”

1.      Red:   “LA PRUA” 7a+
2.      Blue:  “LA PRUA DIRECT” 7a    






MASSO 4 : “IL PRINCIPE”

1.      Red: “IL PRINCIPE” 7a+


MASSO 5: “LA STANGATA”

1.      Red:  “LA STANGATA PLUS” 7c+
2.      Yellow: “LA STANGATA” 7b+




MASSO 6: “BRUCH CLIMBING 2015”

1.      Red: “THE CRACK” 7b+
2.      Yellow: “BRUSH 2015” 7b
3.      Blue:“WARM UP” 6c



MASSO 7 : “L’INTROVABILE”

    1. Red: "L’INTROVABILE” 7c

                                  

MASSO 8: “ THE KING”

1.      Red: “THE KING” 7c




MASSO 9 : “BRUSH CLIMBING 2016”

1.      Yellow: “TENSIONE EVOLUTIVA” 8a
2.      Red:  “VITE ALTERNATIVE” 7b+


MASSO 10: “BANDA BASSOTTI”

1.      Red: “BANDA BASSOTTI” 7b+/7c



MASSO 11 : "BRUSH CLIMBING 2017"

    2.      Red: “THE QUEEN" 7c+/8a


Screennshot:


"Banda Bassotti"



"Brush 2015"



"La Stangata"



sabato 15 aprile 2017

SMALL NEWS

Dopo un inverno passato per lo piu’ a ricercare un’po’ di stimoli e nuove motivazioni l’inizio del 2017 non è stato molto semplice e carico di energia positiva.
La condizione fisica e soprattutto quella morale non  hanno aiutato gli allenamenti e la voglia di nuove avventure ma grazie agli amici e storici compagni di scalata qualcosa di interessante è venuto a galla cosi come il richiamo di  gustare qualche bella giornata di arrampicata all’aria aperta.
Il mese di gennaio l’ho passato cercando di recuperare un’ po’ di resistenza e condizione fisica nella bella e professionale struttura indoor di Brunico. E’ stata l’occasione per rivedere di nuovo vecchi amici che mi hanno ridato motivazione e con cui ho condiviso molte sedute di ghisa piena sui difficili itinerari della palestra ed alcune bevute di fine allenamento sempre belle e divertenti.
Nel contempo sul finire di gennaio assieme a Paolo “Specchio” decidiamo di fare un paio di uscite nella falesia di Fonzaso che non visitavo da moltissimo tempo; l’ultima volta che avevo scalato da queste parti era stato nel 2006 per la prima ripetizione  di “DRUMTIME” 8c+, dopo aver salito negli anni precedenti i classici “IL GLADIOTORE” 8c+ (2004) e  “DIABLOLUNA” 8c (2001) che hanno reso nota alle cronache arrampicatorie questo pezzo di roccia nel feltrino.
In action..
Torno incuriosito per provare l’ultima via del trittico di 8c+ e cioè “CHILD IN TIME” liberato nel 2013 da Brunetto Da Ros.
Il primo giorno, dopo mesi di mancata arrampicata su roccia è molto difficoltoso, la scalata è lenta cosi come e lenta la ricerca di appigli e soluzioni migliori per progredire ma, come spesso mi accade, già nella giornata successiva per poco non porto a casa il colpaccio.
Un paio di giorni di riposo e in un pomeriggio di dopo lavoro, all’imbrunire, al quinto tentativo complessivo, porto a casa  il tiro che risulta il più bello ed interessante della falesia su questa difficoltà anche se dal grado a mio parere un'po' troppo elevato se pur in linea con le altre vie della falesia. Nello stesso giorno Paolo si porta a casa la ripetizione della storica “Violentemente Dolce” impegnativo tiro dal violento blocco iniziale che lo specchier chiude con grinta magistrale!

Nel mese di febbraio grazie all’invito del mitico Gigi Billoro pronti via si parte per una settimana a Chulilla! Cinque giorni di scalata con un  gruppo ben assortito ed affiato di scalatori, un bel mix tra giovani e veterani che come sempre in queste occasioni crea divertimento ed ilarità con birra e "patatas bravas"  come rito serale nel baretto dei climber all’uscita del paese di chulilla ma all’inizio se si torna dalla lunga giornata di scalata….


Chulilla
Dal punto di vista arrampicatorio dopo i primi tre giorni passati con piu’ di 27 gradi di caldo e le vie molto lunghe su tratti verticali che hanno impegnato non poco le mie avambraccia porto a casa gli 8a on sight di "PLANETNAMEK", "TEQUILA SUNRISE" e di "EL BUFA" al secondo tentativo il bellissimo 8a di "LE COEUR AU BOAT DES DOIGST" con i piedi che risultavano letteralmente incandescenti a fine serata.
il team
Mi rimane un’po’ l’amaro in bocca per non aver realizzato il bellissimo 8c di “PRIMIER ASALTO” che mi era sembrato  nelle mie corde dopo i primi tentativi ma che dopo solo un giorno di pioggia forte non mi ha permesso di sferrare il tentativo finale causa una vera e propria grondaia d’acqua formatasi nella parte iniziale della via.
Si torna a casa e nel recente mese di marzo grazie alle temperature ormai piu’ che primaverili mi dedico alla pulizia e l’apertura di qualche nuovo blocco nel bosco di mortisa vicino casa, nascono  “LA STANGATA” 7b/c  prima e “THE KING” 7c poi che si uniscono ai molti blocchi già liberati negli anni passati e che a breve spero di poter riassumere e descrivere in una breve guida on line proprio su questo blog.


Paolo sulla "Stangata"

Il sole ed il “secco”di questa inosuale primavera ci ha spinti poi all'apertura anticipata del laboratorio di Laggio di Cadore dove ho ripreso per mano dopo piu' di due anni la linea “Dream” per il sottoscritto e cioe’ “WIN FOR LIFE” monumentale tiro di quasi 60 metri di scalata che spero possa diventare almeno un obiettivo  nel prossimo futuro. Vedremo!




Laboratorio