domenica 28 maggio 2017

BOULDER A CORTINA D'AMPEZZO


Era un'po' di tempo che volevo mettere nero su bianco la testimonianza del lavoro e della passione di molti di noi nel corso degli ultimi anni per promuovere e valorizzare il bouldering a Cortina d'Ampezzo.
Tutto si sviluppa nel folto bosco di Campo/Volpera  e Mortisa, zona ormai nota per la presenza delle  falesie  del "Sasso dei Finanziei" e di "Campo e Volpera" con vie di arrampicata sportiva che vanno dal 6a al 9a già note e pubblicate nell'ultima guida di Cortina d'Ampezzo sviluppata dagli Scoiattoli di Cortina in collaborazione con "Idea Montagna editore" uscita nella scorsa estate  e che viaggia spedita già verso la prima ristampa.
I massi sono sparsi da nord a sud del bosco e sono veramente numerosi, la roccia è una dolomia spesso ben appigliata ma che richiede una pulizia curata e  spesso laboriosa sia per la folta vegetazione che spesso li ricopre sia per la precarietà della roccia stessa che spesso deve essere ben valorizzata per ricercare le linee e le difficoltà.
Di seguito soltanto un assaggio dei numerosi blocchi puliti e valorizzati negli anni da Virgilio Plumari, Carlo Savio, Walter Bachmann e Samuele Majoni nonchè dal sottoscritto; in particolare le linee che sono illustrate in questo blog sono quelle pulite e liberate da me (tranne un paio..) negli ultimi quattro anni con l'impegno, entro il prossimo autunno in collaborazione con Walter e Virgilio, di completare la guida con tutti i blocchi della zona e magari presentarla  come gadget per il prossimo BRUSH CLIMBING 2017, raduno giunto ormai alla sua terza edizione e che ha contribuito ulteriormente a far conoscere  luoghi e protagonisti del bouldering a Cortina d'ampezzo !



"Tensione Evolutiva"



 

MASSO 1 : “ LA ZATTERA”

1.      Red : “THE LINE”  7c+/8a
2.      Red:  “L’ACROMION”  8a+/8b
3.      Yellow: “LA ZATTERA”  7c





MASSO 2: “SECOND FLOOR”

1.      Blue:  “WARM UP” 6b+
2.      Red:   “ PATATRACK” 7a
3.      Yellow: “SUPER SECOND”  7c




4.      Blue : “SECOND FLOOR” 7b+
5.      Red:  “SECOND FLOOR DIRECT”  7c+
6.      Yellow:  “N.N. “ 7b+



                                  

MASSO 3: “LA PRUA”

1.      Red:   “LA PRUA” 7a+
2.      Blue:  “LA PRUA DIRECT” 7a    






MASSO 4 : “IL PRINCIPE”

1.      Red: “IL PRINCIPE” 7a+


MASSO 5: “LA STANGATA”

1.      Red:  “LA STANGATA PLUS” 7c+
2.      Yellow: “LA STANGATA” 7b+




MASSO 6: “BRUCH CLIMBING 2015”

1.      Red: “THE CRACK” 7b+
2.      Yellow: “BRUSH 2015” 7b
3.      Blue:“WARM UP” 6c



MASSO 7 : “L’INTROVABILE”

    1. Red: "L’INTROVABILE” 7c

                                  

MASSO 8: “ THE KING”

1.      Red: “THE KING” 7c




MASSO 9 : “BRUSH CLIMBING 2016”

1.      Yellow: “TENSIONE EVOLUTIVA” 8a/8a+
2.      Red:  “VITE ALTERNATIVE” 7b+


MASSO 10: “BANDA BASSOTTI”

1.      Red: “BANDA BASSOTTI” 7b+/7c




Screennshot:


"Banda Bassotti"



"Brush 2015"



"La Stangata"
 

 

sabato 15 aprile 2017

SMALL NEWS

Dopo un inverno passato per lo piu’ a ricercare un’po’ di stimoli e nuove motivazioni l’inizio del 2017 non è stato molto semplice e carico di energia positiva.
La condizione fisica e soprattutto quella morale non  hanno aiutato gli allenamenti e la voglia di nuove avventure ma grazie agli amici e storici compagni di scalata qualcosa di interessante è venuto a galla cosi come il richiamo di  gustare qualche bella giornata di arrampicata all’aria aperta.
Il mese di gennaio l’ho passato cercando di recuperare un’ po’ di resistenza e condizione fisica nella bella e professionale struttura indoor di Brunico. E’ stata l’occasione per rivedere di nuovo vecchi amici che mi hanno ridato motivazione e con cui ho condiviso molte sedute di ghisa piena sui difficili itinerari della palestra ed alcune bevute di fine allenamento sempre belle e divertenti.
Nel contempo sul finire di gennaio assieme a Paolo “Specchio” decidiamo di fare un paio di uscite nella falesia di Fonzaso che non visitavo da moltissimo tempo; l’ultima volta che avevo scalato da queste parti era stato nel 2006 per la prima ripetizione  di “DRUMTIME” 8c+, dopo aver salito negli anni precedenti i classici “IL GLADIOTORE” 8c+ (2004) e  “DIABLOLUNA” 8c (2001) che hanno reso nota alle cronache arrampicatorie questo pezzo di roccia nel feltrino.
In action..
Torno incuriosito per provare l’ultima via del trittico di 8c+ e cioè “CHILD IN TIME” liberato nel 2013 da Brunetto Da Ros.
Il primo giorno, dopo mesi di mancata arrampicata su roccia è molto difficoltoso, la scalata è lenta cosi come e lenta la ricerca di appigli e soluzioni migliori per progredire ma, come spesso mi accade, già nella giornata successiva per poco non porto a casa il colpaccio.
Un paio di giorni di riposo e in un pomeriggio di dopo lavoro, all’imbrunire, al quinto tentativo complessivo, porto a casa  il tiro che risulta il più bello ed interessante della falesia su questa difficoltà anche se dal grado a mio parere un'po' troppo elevato se pur in linea con le altre vie della falesia. Nello stesso giorno Paolo si porta a casa la ripetizione della storica “Violentemente Dolce” impegnativo tiro dal violento blocco iniziale che lo specchier chiude con grinta magistrale!

Nel mese di febbraio grazie all’invito del mitico Gigi Billoro pronti via si parte per una settimana a Chulilla! Cinque giorni di scalata con un  gruppo ben assortito ed affiato di scalatori, un bel mix tra giovani e veterani che come sempre in queste occasioni crea divertimento ed ilarità con birra e "patatas bravas"  come rito serale nel baretto dei climber all’uscita del paese di chulilla ma all’inizio se si torna dalla lunga giornata di scalata….


Chulilla
Dal punto di vista arrampicatorio dopo i primi tre giorni passati con piu’ di 27 gradi di caldo e le vie molto lunghe su tratti verticali che hanno impegnato non poco le mie avambraccia porto a casa gli 8a on sight di "PLANETNAMEK", "TEQUILA SUNRISE" e di "EL BUFA" al secondo tentativo il bellissimo 8a di "LE COEUR AU BOAT DES DOIGST" con i piedi che risultavano letteralmente incandescenti a fine serata.
il team
Mi rimane un’po’ l’amaro in bocca per non aver realizzato il bellissimo 8c di “PRIMIER ASALTO” che mi era sembrato  nelle mie corde dopo i primi tentativi ma che dopo solo un giorno di pioggia forte non mi ha permesso di sferrare il tentativo finale causa una vera e propria grondaia d’acqua formatasi nella parte iniziale della via.
Si torna a casa e nel recente mese di marzo grazie alle temperature ormai piu’ che primaverili mi dedico alla pulizia e l’apertura di qualche nuovo blocco nel bosco di mortisa vicino casa, nascono  “LA STANGATA” 7b/c  prima e “THE KING” 7c poi che si uniscono ai molti blocchi già liberati negli anni passati e che a breve spero di poter riassumere e descrivere in una breve guida on line proprio su questo blog.


Paolo sulla "Stangata"

Il sole ed il “secco”di questa inosuale primavera ci ha spinti poi all'apertura anticipata del laboratorio di Laggio di Cadore dove ho ripreso per mano dopo piu' di due anni la linea “Dream” per il sottoscritto e cioe’ “WIN FOR LIFE” monumentale tiro di quasi 60 metri di scalata che spero possa diventare almeno un obiettivo  nel prossimo futuro. Vedremo!




Laboratorio

sabato 8 ottobre 2016

IN THE SUMMER

Con l'arrivo dell'estate ed il  conseguente innalzamento delle temperature cerco rifugio arrampicatorio  tra le pareti di casa anche se i progetti e le vie che posso ancora salire scarseggiano sempre di piu' !
La spalla destra sempre molto malandata condiziona non poco i mesi di agosto e settembre ma come sempre si stringono i denti e si cerca di andare avanti evitando movimenti che non pregiudichino ancor di piu' la funzionalità  della stessa e dimenticando per un bel po' qualsiasi tipo di allenamento che non sia la scalata su roccia.
Dopo l'ennesimo infortunio patito in Silvretta alla fine di luglio mi riposo per un paio di settimane che mi permettono pero' di individuare un vecchio tiro chiodato originalmente in maniera artificiale nei pressi della "Diga d'Ajal" a Cortina d'Ampezzo.
Qualche anno fa Ruggero Zardini in compagnia di Filippo Michielli hanno richiodato la via a spit creando un itinerario  dall'inclizione impressionante e che segue uno spigolo molto bello a forma di prua ( da qui il nome "La Prua" ) molto fisico e di continuità.
Proprio assieme a Ruggero ci troviamo per un paio di giornate verso la metà di agosto per la pulizia degli appigli e la ricerca delle "metode" migliori;la prima libera arriva all'inizio di settembre in bella compagnia e mi permette di trovare un'po' di motivazione in più in un periodo a dir poco "fiacco"... 8b+ il grado proposto con una variante di 8b "La Prua 2.0" chiodata assieme al fido Michele Ossi e liberata qualche settimana più tardi.

La prua 8b+
La motivazione ritrovata mi spinge verso un'altra via che da tempo volevo provare ma che per vari motivi non ero mai riuscito a vedere. "DaGe" un 8c liberato da Patrick Daberto un paio di anni fa nella falesia di Malga Ciapela, via molto tecnica con micro appigli su di un bel muro verticale. Purtroppo su questo tipo di arrampicata la spalla mi fa soffrire non poco vista l'inclinazione e la scalata spesso in totale chiusura ma per fortuna devo stringere i denti per soli cinque tentativi prima passare la corda nella catena finale assicurato dall'amico Giovanni Vizzardi.


Verso la fine di settembre poi, complice alcuni giorni di ferie sul lavoro, assieme allo stesso Giovanni Vizzo ed a Paolo Specchier torno sul luogo del delitto per testare nuovamente la condizione sui blocchi del Silvretta.
Bella e simpatica la compagnia con un meteo splendido cerco di non forzare troppo portando casa un paio di blocchi di qualità!  L'8a di "Diamond Nuts" bellissimo spigolo posto su una nuova area all'inizio del comprensorio sciistico ed il classico "Shining" 8a dai micro appigli iniziali. Chiudo con il 7c di "Flashface" e le pelle delle dita completamente devastata !!


Diamond Nuts 8a

Vizzo
Specchier
Nei primi giorni di Ottobre  l'occasione per arrampicare è quella della seconda edizione del "Brush Climbing" nel vicino bosco di Campo/Volpera. 
Una quarantina i  temerari boulderisti che, incuranti del meteo ancora una volta inclemente, si sono lanciati sui blocchi scovati dal team: "Bachmann-Majoni-Plumari-Zardini" con massi un po' di tutte le difficoltà  e  grigliata / birrata finale by Scoiattoli Cortina che non ha lasciato deluso nessuno! 
Un ringraziamento in questo caso va sicuramente alle ditte La Sportiva e Docrock che hanno donato i premi dell'estrazione finale!

Brush Climbing 2016
Alcuni giorni dopo torno sul masso pulito per l'occasione con un grip ed un meteo decisamente migliori per liberare un paio di linee veramente interessanti  che si aggiungono alla nutrita lista di boulders della zona : "Vite alternative" 7b/c e "Tensione evoulutiva " 8a/8a+.
Sempre in tema di boulder, che in questo caso mi ha impegnato per qualche frustante seduta estiva prima della sua realizzazione è stata la nuova linea nata dalla visione di Giovanni (Vizzo), Paolo (Specchio) ed il sottoscritto  (da qui il nome "GPL") che si trova a Bosco Verde (Rocca Pietore) nel grande masso centrale.
The boss.....
Il blocco ha la  partenza in comune con i già presenti "L'Acchiappaliste" e "Big Traverse" ma segue una linea molto più bassa  fatta di ampi movimenti molto fisici ed estetici e di cui ho proposto il grado di 8a+.

Tensione Evolutiva 8a/8a+
Una nota finale ma non certo marginale sono le prime ripetizioni da parte del giovane Matteo Menardi "Menego" delle vie "La grande Onda" 8c+ e "Welcome to the Club" 9a da me liberate rispettivamente nel 2006 e nel 2009 sempre tra Campo e Volpera.
Oltre a dimostrare ancora una volta  il valore di Matteo e del futuro che lo aspetta il fatto che  queste vie siano state finalmente ripetute mi riempe di gioia ed orgoglio. 
Sono itinerari molto belli e dalla scalata intensa provate e realizzate in totale solitudine se no con la fondamentale sicura del mitico Michele Ossi !
Vie che attendevano una conferma sulle quotazione da tempo, diverse nello stile e dal grado quasi simile ma che, parlando con lo stesso Matteo, si sono attestate sulle proposte che io avevo fatto al tempo dando la conferma di aver lasciato in eredità qualcosa bello ed importante alle nuove generazioni !

Welcome to the Club



lunedì 25 luglio 2016

SILVRETTA BLOC 2.0

A distanza di circa due anni dalla prima visita nell'area boulder del Silvretta Park, nello scorso mese di luglio, ritorno in Austria in compagnia di Giovanni Vizzardi per "sboulderare" un'po' alla ricerca di qualche motivazione in un periodo di fiacca generale....


Baby Lama
Il primo giorno ci rechiamo nella zona del "Golden Gate" con la curiosità di vedere da vicino l'omonimo masso di 8b. Dopo un timido riscaldamento capisco subito che il primo atroce movimento non fa per me e rischia di bucarmi seriamente un dito già dopo un paio di tentativi.
Meglio stare calmi e virare nelle vicinanze cercando di fare qualche blocco di ambientamento risparmiando pelle ed energie per il giorno successivo; ne escono così le salite flash del bellissimo "Baby Lama" 7c e del vicino "Atombliz" 7c (... 7b+) e verso sera del particolare traverso a piatti di "Flechenkante" 7c.
Il giorno dopo sveglia di buon ora e ricca colazione con una situazione meteo non  delle migliori purtropppo, pioggia, umido e nebbia persistente fino a metà giornata. Ci portiamo nella zona del "Outlands" per provare "Skiroute Project", le prese umide ed un massimale un'po' fiacco non mi permettono di chiudere il blocco come volevo lasciandomi dentro però la consapevolezza e le voglia di tornare al più presto per chiudere i conti con questa "King Line" del Silvretta di quasi cinque metri d'altezza; prima di andare Giovanni riesce nella ripetizione del già citato "Flechenkante" mentre io salgo rapidamente l' 8a di "Gado Riss" bel traverso a tacche che ben si coniuga al mio stile di scalata. 
Passano una decina di giorni e grazie all'assistenza dell'amico Paolo Specchier Mercoledì 20 luglio parto motivato in giornata per tentare l'avventura : "Skiruote Poject"8b.

alla base di "Skiroute"...

Partenza alle 06:30 da casa con arrivo in Silvretta alle 11:00 circa, crash in spalla ed alle 11:30 sono sotto il blocco! Fortuna vuole che ci siano già un paio di colleghi in "loco" e un bel po di materassi piazzati così che, dopo circa un'ora di riscaldo e tentativi,  sono già in cima al Masso ! Supppper!
La voglia di scalare è tanta, la giornata è fantastica ed il grip non manca!
Mi lancio così a provare "Charity Bouldern" 8a+/8b che condivide la partenza del blocco precedente ma anzichè proseguire diritto devia a sinistra con un traverso a tacche con un infido passaggio finale....che mi respinge per ben tre volte! Al quarto giro di giornata però sfoggiando la mia proverbiale grinta passo indenne anche nel finale portando a casa entrambi i blocchi nella stessa giornata.

Selfie di rito.

Verso la via del ritorno Paolino si lancia sull' 8a di "High Society" nella zona di "Niviuk" con cui condivide la partenza; in poco meno di un'ora dopo la ricerca rapida della method ne viene a capo con grande maestria...Bravo Pol !!  Birra di rito e rientro a casa verso mezzanotte con la spalla destra che purtroppo mi presenta il conto (salato anche questa volta......) ma con la consapevolezza di aver passato un giornata fantastica.!
La sessione estiva di blocchi era già iniziata nel mese di giugno in quel di Pojen nell'alta valle Aurina dove grazie ai consigli di Simon Brunner mi era ingaggiato nel bel traverso di "Vaffanculo" 8b, blocco fisico con una bella varietà di prese e movimenti.

Devo andare per tre quattro volte senza successo nel bellissimo bosco di Pojen che presenta anche un bel po' di bei blocchi facili e di media difficoltà prima di una proficua sessione solitaria immortalata dal mio cellulare.....



Di seguito invece il video delle salite di "Skiruote Project" e "Charity Boulder" e quello della mia prima visita al Silvretta due anni fa  ..buona visione!




venerdì 27 maggio 2016

IN THE MIDDLE ZONE

Dopo un mese di marzo dedicato a recuperare energie fisiche e mentali dall'inverno passato alla Lavagna del Col Drusciè e dai cronici acciacchi che ormai accompagnano costantemente la mia vita di arrampicatore, riesco a scalare per alcune giornate nei mesi di aprile e maggio cercando di arrampicare in una sorata di "midddle zone" tentando vie di media difficoltà, alla ricerca del divertimento e scalando in compagnia di amici senza lo stress del super lavorato....
 Comincio con il realizzare nella falesia di Misija Pec in Slovenia l'8b di"Pikova Dama" un super classico della falesia molto bello e di gran resistenza che mi permette oltretutto dopo un paio di settimane di stop, di riprendere confidenza con la scalata e recuperare un'po' di continuità persa nei meandri dell'allenamento!
 Sempre in giornata ed in compagnia di Diego Corte Pause questa volta si parte per lo zillertal in una domenica di fine aprile dove l'obbiettivo è tentare il bellissimo blocco di "schimpansenbaby" 8a+; dopo un'ora di tentativi poco produttivi sopratutto per il sottoscritto preferisco cambiare obiettivo e  optare per la vicina "Total Brutal" un 8b+ storico dello zillertal liberato dall'amico Gerhard Horager agli inizi degli anni 90' e che riesco a realizzare dopo un paio di tentativi nonostante una presa completamente bagnata ed asciugata poco prima con mezzi ... di fortuna !


Total Brutal 

Si torna a casa e all'inizio di maggio complice una settimana di ferie dal lavoro ho la possibilità di arrampicare per alcuni giorni di seguito .
Decido di tornare così nella vicina falesia di Igne da cui mancavo dall'ormai lontano 1997 anno della realizzazione di "Movimenti tellurici"8c/c+ tornato alla ribalta con alcune belle ripetizioni di giovani virgulti nell'ultimo periodo; questa volta vengo accompagnato dal "super local" e fresco di 9a Fabio De Cesero.
Grazie ai suoi consigli porto a casa, nella stessa giornata, la prima ripetizione dell'allungamento del 7a di "Ritorno di bonimba" , "Come back Bonimba"8b+ liberato da Fabio un paio di anni fa e che presenta un intensa parte finale su piccoli rovesci e piedi spalmati in perfetto stile igne ! poco dopo riesco nella  terza ripetizione, dopo quella di Fabio e di Francesco Vettorata,  di "Ruby" altro fisico ed intenso 8b+ che dopo la partenza indipendente si collega alla parte finale della già citata "movimenti tellurici".
Un paio di giorni più tardi ed in compagnia di Paolo Specchier visito per la prima volta la bellissima falesia di Padaro ad Arco di Trento. Molto frequentata nell'ultimo anno e mezzo, chiodata inizialmente da Paolo Benvenuti, ha visto un rapido sviluppo di vie di tutte le difficoltà e dove passo tre giorni di scalata veramente super!
Nonostante il caldo e l'esposizione al sole della falesia per buna parte della giornata di questo periodo dell'anno, passo indenne sui 35 metri de "L'Eremita" un solido 8b+/c e chi mi costa quattro tentativi totali.


Decisamente qualche tentativo in più mi è costata la ripetizione dell' 8b+ di "Sonica"alla "Stube" di Landro.
Liberata un paio di anni fa dallo Scoiattolo di Cortina, Ruggero Zardini "Ruggi", dopo un piccolo zoccolo d'entrata si staglia su di una prua leggermente strapiombante, tecnica, con piccoli biditi che storicamente non sono proprio il mio forte e che durante lo scorso anno mi aveva respinto parecchie volte nell'insidiosa parte finale.
Quest'anno però tutto fila liscio in un uggiosa giornata di inizio giugno, con alla sicura il fido  "Specchio", riuscendo senza intoppi a passare la corda in catena di quest'altro bellissimo tiro della zona di Landro!


Sonica 
  
...life in Arco...


venerdì 5 febbraio 2016

LA LAVAGNA

"La lavagna" - Foto Filippo Menardi
Per raccontare questa “piccola” storia devo cominciare dai ringraziamenti che solitamente si fanno sempre alla termine del racconto...bè un grande grazie va al mitico Michele Ossi, ci siamo ritrovati dopo un'po' di tempo per dare vita e per condividere ancora una volta un avventura che senza il suo supporto ed entusiasmo non sarebbe stata possibile! Grande Miguel!!


Penso fosse attorno al 1987 ad avevo iniziato ad arrampicare da poco piu' di due anni.
L'allenamento consisteva in devastanti sedute al trave e nei mesi estivi in lunghe giornate passate a fare quantità industriali di “traversi” da una parte all'altra del “ Sasso di Colfiere“ nei pressi del lago Ghedina.
Questa falesia fu una delle prime con una connotazione sportiva dell'arrampicata e dove ci si trovava spesso anche a discutere e raccontare leggende arrampicatorie in un periodo in cui il mondo della scalata era in pieno fermento e dove l'entusiasmo e la voglia di cambiare le regole del gioco si respirava a pieno anche da queste parti.
Ma proprio dalla parte esposta a nord del sasso di Colfiere si poteva scorgere uno scudo di roccia bellissimo, liscio e che si ergeva nella parte alta del Col Drusciè poco piu' in alto da dove ci si spellava le dita tutti i pomeriggi del doposcuola.

Ed è proprio in uno di questi pomeriggi che preso dalla curiosità mi avventuro alla ricerca del sentiero giusto per vedere da vicino quel pezzo di roccia così perfetto non senza conseguenze irrimediabili ai miei pantaloni “THIN PINK”, vero must per l'arrampicatore fine anni ottanta, nell'attraversare arbusti e vegetazione di pino mugo per arrivare alla base del masso.
Ci arrivo trafelato, scorgo il masso dall' altezza di una quindicina di metri scarsi; il panorama da lassu' era bellissimo e si poteva scorgere tutta la valle d'Ampezzo fino agli inizi di San Vito di Cadore;ma la cosa che mi impressiono' di piu' e fin da subito era il fatto che mi sembrava effettivamente troppo liscio! Con la preparazione e l'esperienza del tempo faticavo a scorgere qualche appiglio tenibile ed una linea che si potesse scalare e così un 'po' deluso mi rituffai in mezzo alle “tagliole” di pino mugo per finire a puntino il lavoro sui miei pantaloni preferiti.
Dovranno passare quasi vent'otto anni ed un pomeriggio di settembre che passeggiando nei pressi del Col Drusciè, grazie anche ad un avvicinamento decisamente più tranquillo, mi ritrovo nuovamente sotto il masso ormai soprannominato negli anni “la lavagna”.
La visione a distanza di cosi' tanto tempo e con un bagaglio di esperienza decisamente diverso mi pare tutt'altra cosa.
"La lavagna" - Foto Alessandro Fiori
Vedo la possibilità di poter salire, sopratutto nella parte centrale, la sua inclinazione e praticamente perfetta e la qualità della roccia ottima!.
Passano pochi giorni e grazie al fido compagno di vent'anni di scalata Michele Ossi , trapano in spalla , nascono velocemente tre linee.... una piu' dura dell'altra!
Le vie sono corte , intense, su piccoli appigli sopratutto tacche e verticali e dove l'uso di piedi risulta importantissimo!
Solo nel mese di un dicembre, quello scorso, climaticamente ottimo anche da queste parti parto con l'intenzione di provare seriamente la via più scalabile del masso ... quella centrale.
Fatico non poco a trovare sequenze, posizioni e piccoli appoggi per i piedi così che le prime sedute di approccio sono un'po' difficoltose ed i tentativi frustranti ma via via che il tempo passa l'arrampicata diviene piu' fluida cosi come l'idea di poter salire finalmente “la lavagna”!
In effetti provando e riprovando nel tempo pulisco e scorgo appigli ed appoggi qua' e la' lungo la linea della via che riguardandola dal basso sul suo sfondo nero sembra proprio una lavagna con alcuni piccoli segni praticati con il gessetto bianco...
Tutto fila liscio il primo febbraio di quest'anno in una giornata eccezionalmente calda e dopo un percorso segnato da gioie e dolori, dove ogni piccolo dettaglio diventa importante per la realizzazione di un nuovo proggeto che  anche questa volta è stato costellato da peripezie varie ma forse, proprio per questo, molto più bello e coinvolgente!
Per quanto riguarda la difficoltà od il "voto" in questa pseudo "interrogazione alla lavagna" penso si possa trattare di un solido 8c o forse qualcosa di più, ma mai come questa volta, vista la scalata molto spesso in totale allungo con appigli ed appoggi molto obbligati ed una conseguente difficoltà molto legata dalla taglia di chi scala, sono stato così in difficoltà a definire un grado per una itinerario.
Qualche giorno più tardi vengo a capo del secondo tiro chiodato dalla premiata ditta :"Attila". Un  8b+ con un interessante blocco d'entrata, che si puo' valutare attorno al 7c+ fb, per venti intensi movimenti senza soste fino al bordo sommitale del masso che non permettono distrazioni...!!
 La strada è aperta e le lezioni continueranno anche nel prossimo futuro, l'importante sarà non finire dietro …..alla lavagna!






Un grazie ad Alessandro Fiori ed a Filippo Menardi per le bellissime foto ed a Paolo Specchier "Specchio" per le "magiche sicure"!



i tre dell'ave maria...